Lettera di uno studente: sognare si può!

Rendiamo pubblico il testo di una lettera scritta da uno studente dell’Università degli Studi di Torino, indirizzata all’Assessore alla Cultura del Comune di Torino, Francesca Leon. Quanto segue non deve essere visto come un elogio o una critica verso una fazione politica o un’altra, ma piuttosto come un inno verso un’ideologia vincente: non smettere mai di sognare e di lavorare per un obiettivo, nonostante il mondo che ti circonda può sembrare che ti remi contro.

E come dicono i Nomadi in una loro famosa canzone, La Libertà di Volare:

“Vivi, corri per qualcosa, corri per un motivo.

Che sia la libertà di volare o solo di sentirsi vivo…”.

 

Buongiorno Assessore Leon,

Sono uno studente di Beni Culturali con indirizzo archeologico presso l”Università degli Studi di Torino e, se tutto va bene, dovrei presto riuscire a laurearmi.

Stamattina ho visto sulla pagina Facebook della Sindaca Chiara Appendino, che ammiro molto per quello che sta cercando di fare per la nostra città, un post che riguardava la bellezza e la fortuna che ha Torino nell’avere a pochi chilometri di distanza, a Monteu da Po, il “sito archeologico più antico di Italia”. In realtà trovo che Torino sia molto fortunata perchè è una città che è da considerarsi completamente di arte e di cultura grazie alla sua immensa e stupenda storia che ha avuto. E io, che sono appassionato di arte e cultura, la trovo pazzesca e non la lascerei per nulla al mondo.

Mi è nata spontanea una riflessione: visto che c’è la volontà di far vedere le bellezze della nostra storia, perchè non si riesce ad inserire del personale giovane, appassionato, che dedicherebbe tutta la sua vita per la cultura, in istituzioni culturali?

E’ veramente colpa della mancanza di fondi? Io non credo, o meglio… può essere così nelle istituzioni cittadine… ma deve esserci per forza qualcos’altro sotto.

Ho finito da poco la tesi di laurea che mi ha impegnato per più di un anno. Riguarda la storia archeologica della nostra provincia, in particolare di Chieri, dalla sua creazione sotto i Romani, passando per i Longobardi e attraversando tutto il Medioevo fino al vescovo Landolfo, e quindi, per necessità, ho dovuto fare collegamenti al sito della citata Monteu da Po, a Cavour, ho toccato la necropoli longobarda di Collegno e quelle sparse per l’Italia, la storia romana di Torino e non solo… Mi sono fatto anni di studio, ho passato esami che non mi sarei neanche immaginato come per esempio Diritto, altri che mi hanno fatto saltare vacanze estive e vacanze invernali, alcuni esami che ho dovuto ripetere più volte e che mi hanno fatto piangere e a volte mi hanno fatto venire voglia di rinunciare a continuare i miei studi. E, purtroppo, ho ancora alcuni esami molto tosti, uno su tutti latino che mi porto dietro dal primo anno.

Riuscirò a laurearmi, sì.

E poi? Dopo aver dedicato i miei primi venticinque anni di vita a formarmi su una passione che ho sempre avuto, per riuscire a ottenere un posto all’interno della società, dovrò abbandonare tutto e ricominciare da zero. Dovrò cercarmi un’occupazione diversa da quella per cui sono formato. Dovrò rimettermi a studiare per poter passare qualche concorso pubblico, dovrò fare corsi di formazione, dovrò abbandonare quello che ho fatto fin ora per poter contare su uno stipendio e mettere su famiglia. Oppure… dovrò lasciare l’Italia… perchè la cultura, in Italia, non vale niente. Vale di più la guerra, la costruzione di F35 e di carri armati, vale di più un treno da miliardi di euro per portare le mozzarelle in Francia (e che ci ha distrutto il sito neolitico della Maddalena presso Chiomonte) o  vale di più un areo di Stato per far viaggiare comodo il Primo Ministro in tutto il mondo mentre Pompei, per citare un sito UNICO nel mondo per le sue caratteristiche e che potrebbe avere incassi superiori al Louvre di Parigi come importanza e come storia, ogni giorno continua a perdere pezzi. Vale di più una conoscenza in alto, un’amicizia, grazie alla quale si riesce anche a ricoprire posti dirigenziali o posti all’interno del Ministero Italiano dove per accedere non è neanche più necessario avere la maturità, alla faccia di chi ha laurea magistrale, master, scuola di specializzazione e non ha i requisiti per accedere all’insegnamento. Tutto vale di più della cultura e del nostro futuro.

So che il futuro mi volta le spalle, so che l’Italia vuole fare di tutto perchè io rinunci al mio sogno. Ma io non rinuncio. E se anche ci fosse una minima possibilità di cambiare questo Paese, proverò a buttarmici dentro.

La ringrazio per il tempo “perso” a leggere,

Buona giornata,

Cordiali saluti.

By Redazione Torinonews

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