Caselle Volley da record: intervista all’allenatore, Riccardo Appi.

Oggi parliamo con Riccardo Appi, allenatore del Caselle Volley femminile, promosso in serie B2 dopo una stagione pazzesca!

-Ciao Riccardo! Prima di tutto vorrei presentarti ai nostri lettori….. Da quanto tempo vivi nel mondo della pallavolo? Dove hai iniziato? Ci racconti un po’ della tua carriera?

Ho iniziato quando avevo 17 anni da giocatore, poi ho fatto l’arbitro e, causa un brutto infortunio, sono passato a fare l’allenatore e adesso sono 13 anni che alleno. Ho sempre vissuto di sport e la pallavolo è lo sport in cui ho avuto i risultati migliori. Ho iniziato giocando qua a Torino perché mio papà era allenatore della Meneghetti, poi ci siamo trasferiti a Biella e ho fatto la mia carriera nel Biella Volley.

– Cosa ti ha convinto ad intraprendere la carriera da allenatore di pallavolo femminile?

Il mio presidente del Biella Volley in cui giocavo in B1 mi ha fatto la proposta: “Ricky, quest’anno darai una mano all’under 18, farai il secondo allenatore”. Ho accettato e mi è piaciuto. Ho iniziato coi maschi, ho avuto una grande opportunità di andare a Galliate in serie C, a Novara, dove siamo stati promossi in B2 e dove sono stato altri due anni. Poi sono andato in Francia, ho fatto due anni al Lingotto e adesso sono qua.

-Prima ho parlato di “Stagione pazzesca”. Il Caselle Volley ha vinto 38 partite su 38: è una cosa tanto comune nella pallavolo?

Stagione pazzesca, sì, perché abbiamo fatto 38 su 38. Abbiamo vinto le 26 di campionato, le 10 di coppa e le 2 di play-off. A memoria non ricordo un’altra squadra che abbia fatto questo risultato in serie C negli ultimi anni. Poi probabilmente ci sarà stata, non lo so… Ma anche la Gazzetta dello Sport ci ha dedicato un trafiletto e direi che è una cosa unica: una squadra di un campionato regionale che finisce sulla Gazzetta è sicuramente una bella cosa!

-Rispetto alle avversarie, qual è il segreto che vi ha portato a raggiungere il traguardo della promozione?

Il segreto è che abbiamo lavorato, lavorato, lavorato. Ci siamo allenati a Pasquetta, ci siamo allenati il 25 aprile. Non abbiamo avuto pausa perché eravamo consci di avere un obiettivo comune. Non abbiamo mai mollato e in questo devo ringraziare le ragazze.

-Adesso che siete stati promossi in B2, cosa ti aspetti il prossimo anno dalla squadra?

In B2 mi aspetto una squadra ancora più competitiva. Una squadra sicuramente rafforzata rispetto a questa perché è un campionato più difficile. Ho già avuto la fortuna di allenare in questa serie per due anni: è un campionato più tattico, dove ci vuole un po’ più fisico, gente un po’ più esperta e un po’ più attenta. Però sono sicuro che abbiamo una buona base di partenza su cui lavorare e la società ha un entusiasmo particolare, cosa che mi ha fatto anche scegliere di venire qua a Caselle.

Una riflessione più generale sulla pallavolo…

-La pallavolo ultimamente ha ripreso un po’ quota come sport, grazie anche all’impresa degli azzurri alle ultime Olimpiadi di Rio.  Secondo te perché in Italia è poco valorizzata e si parla sempre e solo di calcio?

Eh… non solo la pallavolo, ma anche il basket, il rugby, l’atletica, la scherma… Abbiamo dei bei risultati a livello olimpico ma effettivamente sono poco valorizzati. Nel calcio girano un sacco di soldi: tutti giocano a calcio. Però la pallavolo, a livello femminile, è lo sport più praticato, ha una buona visibilità e un buon numero di atleti. Nella pallavolo ci sono meno soldi che girano ma è uno sport sano, dove passi tante ore in palestra, uno sport di gruppo che fa anche bene a livello sociale.

-Vuoi ringraziare qualcuno in particolare per la spinta che ricevi ogni giorno nel fare il tuo lavoro?

Un ringraziamento speciale lo voglio fare alla mia famiglia, che mi segue da sempre da quando giocavo e che fa tanti chilometri da Biella, a Gerry Calà che ci ha fatto il video di “imbocca al lupo” e alla mia morosa che tra un mese o poco più diventerà mia moglie.

By NUwptoSM61

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