Salone internazionale del libro 2017, un colpo d’occhio

Torino. Un’altra edizione del Salone del libro si è conclusa, facendo parlare di sè come sempre.
La discussione, a seguito dei numeri, è incentrata sul successo del Salone di Torino, rispetto a quello di Milano. Una scissione che ha visto alcuni grandi editori convergere verso Milano con rischio di depauperamento di Torino.
Così non è stato.
Come da un albero potato per un innesto nascono nuovi rami (nel caso del Salone, i piccoli editori, che così hanno avuto spazio), così la vita continua…

Erano ormai da parecchi anni che non visitavo il Salone, ben prima dell’epoca dei social, avevo sentito un po’ di critiche qualche malumore e la suddetta diatriba in atto. Tralasciando il mio interesse per i libri (prima o poi finirò quelli accumulati), mi chiedevo se e come questo genere di “svago” avesse ancora presa.
La massa di gente in coda era minore di altre kermesse simili (Torinocomics, per esempio), ma non è detto che sia un male (che abbiano usato qualche metodo per smaltirle?), all’interno il pubblico c’era, ma grazie alle conferenze non era una massa accalcata..sarà perchè i libri non tirano…ops..e lì? Un serpentone di persone in attesa più o meno chiassosa e più o meno ordinata per ascoltare una conferenza (mi pare fosse Saviano, ma la certezza non l’ho potuta avere).
Nella domenica in cui si decideva l’esito dello sport più praticato, proprio a Torino, c’era chi preferiva fare ore di coda (spero non troppe) per una conferenza. La popolazione impegnata a maneggiare, comprare, leggere libri era la più variegata, ciascuno preso nel suo mondo, magari poi ci si ritrovava a scambiare qualche parola con altri amanti degli stessi autori in coda per un autografo. Niente virtuale. Niente digitale. Autori e libri in carne e carta, nulla di più.
Enormi stand di autori famosi e piccoli bugigattoli di esordienti coloravano gli spazi del Lingotto come galassie, facendo perdere l’orientamento e un po’ la testa chi si aggirava per i padiglioni.
Ci sono stati problemi logistici non indifferenti in merito ai servizi, ma tutti, penso, siano tornati a casa con una buona impressione circa questa fiera. Ora resta da vedere se è stato un inizio (visto il nuovo direttore) o solo un fuoco di paglia. Come in ogni romanzo che si rispetti, lo scopriremo…nel prossimo capitolo.

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