Sobrero… un nobel di pace alla carriera!

Ogni via intitolata ad un personaggio spesso non si limita ad un mero ricordo di una personalità più o meno famosa ma nasconde anche un patrimonio storico da salvare, una vita dedicata all’umanità o alla propria idea di uomo.
Continuiamo questo viaggio percorrendo una via di Torino particolarmente cara a chi scrive: Via Ascanio Sobrero.
La via, ampia ed anomala rispetto alle sue vie limitrofe, si trova in zona San Donato ed ha come particolarità quella di permettere con una discreta salita il passaggio tra Corso Regina e Via San Donato.
E’ interessante in questo transito la vista del campanile di Santa Zita (Istituto Faà di Bruno) che come ormai quarta costruzione più alta di Torino si erge quasi in posizione centrale alla via.
Ma veniamo al personaggio.
Ascanio Sobrero è stato uno dei più grandi chimici che hanno fatto onore all’Italia nella prima metà dell’Ottocento.
Nativo di Casale (1812) si laureò in medicina a Torino e si dedicò fin dai primi anni dopo la laurea alla chimica. Sollecitato dallo zio barone generale Carlo Sobrero che era stato a Stoccolma presso lo studio del chimico Berzelius e verificata la scarsa organizzazione della ricerca a Torino andò a Parigi nel laboratorio di Pelouze (1840).
Importante fu anche la sua permanenza a Giessen in Germania nel laboratorio di Liebig (1843).
L’esperienza parigina gli permise di approfondire il comportamento dell’acido nitrico.
Ritornò a Torino e frequentò il laboratorio chimico dell’Arsenale. Nel 1846, trattando la mannite (che si estrae dalla manna fornita dal “fraxinus”, dallo zucchero fermentato e dall’inulina che sono estratti dai tuberi della dalia) scoprì la nitromannite, un nuovo esplosivo, molto pericoloso da fabbricare, conservare ed usare.
Nello stesso anno conobbe le analoghe proprietà nello zucchero di canna nitrico o saccarosio fulminante. Ma nel 1847 scoprì il più potente di tutti gli esplosivi: la nitroglicerina.
E’ importante sottolineare che il Sobrero non si dedicava al proprio lavoro solo per la guerra ma era profondamente convinto che fosse l’uso “buono” delle sue scoperte il vero obiettivo che lo animava: salute, gallerie, attività industriali, demolizioni.
Come medico trovò la nitroglicerina molto utile nella cura dell’angina pectoris ed emicrania, essa infatti in piccole dosi sviluppa, unita ad una soluzione alcolica, una azione dilatante dei vasi.
Ed è forse per questa sua vocazione medica che continuò ad approfondire le sue scoperte nell’ambito sanitario: importantissime sono le sue esperienze sul guajacolo (usato per le cure delle malattie polmonari) e del tetracloruro di piombo. Condusse esperimenti sullo zolfo colloidale, sull’olivile, e su una materia dalla formula C10 H18 O2 che il noto chimico inglese Harmstrong chiamò successivamente “Sobrerolo” in onore dello scopritore.
Gli storici documentano che prima della sua morte avvenuta a Torino nel 1882, il Sobrero volle ancora precisare “che non è il mezzo usato dall’uomo al servizio della sua cattiveria da Caino in poi” che andava condannato, ma la cattiveria stessa presente nell’animo umano.
Fu così che le vicende umane portarono “gloria” ad Alfred Nobel, figlio Emanuel fabbricante di armi, che miscelando la nitroglicerina di Sobrero con polvere inerte riuscì a controllare il potere esplosivo ed inventò la dinamite.
Nonostante tutto è bello pensare che oggi il Premio Nobel annualmente consegnato a Stoccolma non lo è a Torino perché il grande Ascanio Sobrero, uno dei suoi figli, abbia voluto limitare la sua grande scoperta alla cultura della vita piuttosto che a quella della morte…

By Direzione Torinonews

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